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«Siamo a Roma? Quando ci siam venuti? Come? Che è accaduto? Il ricordo
di quello che è accaduto è già confuso come se fosse d’un tempo remoto.
È un’emozione che opprime. (…) Sguardo e
pensiero si levano più in alto e dal profondo del cuore, col più
ardente palpito che potrà mai destare in me l’amor di patria, sciolgo
un ringraziamento a quella Giustizia nel cui nome l’Italia gridò al
mondo: “Voglio la libertà” e giurò di conseguirla; nel cui nome aspettò
per tanti anni, confidò, sperò, sofferse, sorse, bagnò del sangue dei
suoi figli tutti i suoi monti e tutti i suoi fiumi; cacciò lo
straniero, si compose a nuova vita; nel cui nome è entrata oggi in Roma
e ha inalberata sulla torre del Campidoglio la sua bandiera gloriosa,
benedetta e amata».
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